River Piave (Italy) 

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E.F.A. incontra P.I.P.A.M. sul Piave, dopo anni di tentativi andati a vuoto si è riusciti a combinare un'uscita sulla parte alta del fiume. Il Web Master del più famoso sito di fly fishing italiano, buon conoscitore e grande estimatore del corso d'acqua veneto mi ha guidato in 2 delle più rinomate riserve C&R del Piave.


Il Piave nasce nelle Alpi Carniche, nel comune di Sappada a quota 2.037 m e sfocia nel Mar Adriatico, a nord-est di Venezia. Famoso come ultima linea di resistenza dell'esercito italiano durante la prima guerra mondiale è oggi un fiume con varie riserve C&R e no kill. Il letto di roccia carsica ne caratterizza le acque con un bel color turchese.


Il primo giorno è stato dedicato alla riserva di S.Stefano, qui il fiume ha caratteristiche torrentizie. Ottimi risultati si ottengono sia a ninfa che in caccia con una grossa secca.


Iniziamo subito a prendere trote sui 25 - 30 cm., il pesce è selvatico e in salute, nessun segno di pinne rotte, fantastico. La riserva é a circa 800 metri di altitudine, il paesaggio tipicamente alpino. La fario è qui la regina.


In prossimità di grossi massi che formano profonde buche allamiamo due belle trote sui 40 cm., che impressionano per la grande combattività.


Ai margini di una prismata che forma profonde tane prendiamo qualche altra bella trota, poi il WM spacca il finale su qualcosa di grosso.


Quando il sole comincia a scendere giunge l' ora di cercarsi una bella pool ove prepararsi per il coup de soir. L'attività in superficie si fa frenetica, sedge in pelo e ogni lancio è una trota, incredibile serata.


Il secondo giorno lo dedichiamo al C&R di Perarolo, siamo a circa 500 m. sul livello del mare, oltre alla trota dimora qui il temolo, con esemplari spesso fino a 50 cm. e oltre.


La prima pool si apre di fronte a noi di un bel verde carico, si vedono già delle bollate ma sono incostanti, di pesce sospettoso e ultra selettivo. Con i primi lanci catturo una bella fario a ninfa.


Il pesce c'è e si vede, e spesso si scorgono ombre a dir poco enormi, ma i pinnuti non sono in attività. Sia le ninfe che le secche sembrano li lasciano indifferenti. I cambi di mosca non si contano più.


Risalendo bisogna fare molto attenzione: nella buca in foto, spavento un grossa fario sui 50cm. avvicinandomi troppo. Ci sono comunque sono altre belle trote dai colori stupendi, attive su ninfe lavorate in profondità.


Le nubi coprono il sole ma appena il cielo si schiarisce il sole moltiplica la nostra visibilità subacquea ed individuiamo un grosso temolo in una corrente. Dopo un paio ti tentativi il WM azzecca la mosca e con una magistrale passata ha in canna un temolo enorme.


Il corpo è più alto più del palmo di una mano e in lunghezza sorpassa la scala dei 50 cm. del guadino, un pesce stupendo che viene rimesso in acqua con tutte le cautele.


Giunge il momento di fermarsi in una pool prima del calar del sole per godersi la schiusa serale. Alle 20:00 (siamo in estate fino a dopo le 21:30 ci sarà luce) inizia una attività in superficie incredibile. Il pesce bolla quasi ovunque, si vedono sagome di 60 cm e oltre ghermire qualche emergente di piccola baetis. Il pesce è ultra selettivo e le sedge non sembrano interessarlo, trote e temoli stanno esclusivamente cibandosi di piccole effimere grigio oliva. Ed infatti abbiamo buoni successi su imitazioni di piccole Baetis sun ami del 18, senza ombra di dubbio il miglior coup de soir della mia stagione 2010, posso solo pensare "Arrivederci Piave".


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