Il lago è a circa un'ora di cammino dalla strada principale. Dopo 40 minuti di
ripida salita attraverso il bosco si raggiunge un'altopiano con una vista mozzafiato.
Il perscorso rimanente è pianeggiante e in breve raggiungiamo il lago che si presenta come uno specchio.
Non c'è segno di passaggio umano. Sembra che siamo i primi a camminare su queste rive dopo
il rigido inverno artico.
Ancora sudati per la camminata in salita, osserviamo l'acqua. Le trote bollano praticamente ovunque.
Le trote sono in "mangianza" e si prospetta proprio una bella giornata.
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Dopo un paio di tentativi imbrocchiamo le mosche giuste e iniziamo a catturare trote dai 20 ai 40 cm.
Anche la brezza che si leva saltuarialmente a increspare l'acqua non disturba l'attività dei pesci.
Una trota di oltra 50 cm mi spacca il finale dello 0,16. Si tratta di pesci selvatici, forti e combattivi.
Una molitutide di insetti volteggia nell'aria, effimere scure di taglia media, moscerini, onnipresenti zanzare, sparsi tricotteri.
Le mosche più catturanti risultano un humpy con addome oliva chiaro e il micidiale black gnat su ami 14 - 16.
Il colore delle trote varia dallo scintillante argento ad exemplari coi fianchi oro intenso. Pesci fantastici, selvaggi al 100%.
Ognuno di noi tiene una trota per fuoco. Dopo ore di pesca sotto il sole di mezzanotte abbiamo perso
la cognizione del tempo.
Siamo affamati e bisognosi di una pausa, la felicità giace ai nostri piedi.